Fabio Leli, classe 1986, un giovane determinato e un’opera prima presentata come fuori concorso al festival di Locarno.

Certi di non essere stati la maggioranza a vedere il film, vista la scarsità di sale che in Italia lo hanno proiettato, ci sentiamo di consigliarvi di andarlo a guardare qualora vi capiti l’occasione o di contattare, per la visione nella vostra città, la casa di produzione Human Tree Production.

In tre anni di assidua ricerca Fabio a messo a nudo tutti i meccanismi che hanno portato all’esplosione del fenomeno del gioco d’azzardo legalizzato.

Non si è soffermato soltanto sulla raccolta di storie di vite spezzate dal gioco, come fa quasi sempre la tv generalista, ma è andato alla ricerca delle testimonianze  dei politici, dei medici, degli osservatori delle associazioni per ricostruire il dilagare del fenomeno delle slot machines e delle altre forme di gioco che invadono il paese e devastano le famiglie.

Un tentativo di capire quali sono gli interessi in gioco ma anche di aiutare i soggetti dipendenti a comprendere che ” l’unico modo certo e accurato di guadagnare con il gioco d’azzardo è solo uno: gestirlo”. Il documentario è stato realizzato in collaborazione con Libera e con il supporto di Banca Etica.

A testimonianza del valore sociale del documentario e della pericolosità crescente dell’accettazione passiva della legalizzazione del gioco d’azzardo, ricordiamo che proprio in questi giorni Adiconsum, l’associazione dei consumatori di  Cisl ha stretto un protocollo d’intesa con una società di gioco d’azzardo, Unibet, multinazionale delle scommesse sportive e dei casinò online, con sede a Malta, per promuovere un progetto dal titolo: “Diventa giocatore sociale”.

Ci vediamo il film? Questo non è più un gioco.

www.vivereallagrandeilfilm.it