Troppo facile e scontata ma lasciatemela scrivere: diritto all’informazione anche per i figli dei capi dello stato Islamico, quell’Isis li? E perché no? Facciamo come nella settimana enigmistica e chiediamo le differenze fra chi uccide a Palermo e chi a Bruxelles o a Parigi? O vogliamo parlare delle motivazioni alla morte e distruzione sicule o afgane e/o siriane?
Il diritto all’informazione non si discute, semmai si possono discutere gli obiettivi dell’azione mediatica: storici? Educativi? Scientifico? Morali? Ludici? Culturali? Forse altri. Quando si è servizio pubblico questa domanda bisogna farsela.
Qualcuno di questi è riconoscibile nell’azione di Vespa?
Certamente ha funzionato in termini di audience e funzionerà nella vendita del libro dell’editore trevigiano.
Se questo è il diritto all’informazione.