Siri, Cortana, Google Now. Dal semplice – ormai banale – riconoscimento vocale per puntare la sveglia, all’intelligenza artificiale. E adesso – ieri la notizia – che Cortana, l’assistente vocale di Windows 10, che traduce in voce all’istante dal francese, tedesco, italiano e spagnolo in 50 lingue diverse. Siamo solo all’inizio, fra poco tempo le lingue non saranno più un problema per nessuno, e forse nel tempo spariranno consegnate alla memoria del genere umano.
Da un po’ non uso più la tastiera del mio smartphone per scrivere (uso la voce), email, messaggi, post; non uso più gli occhi per leggere (lo fa per me una voce sintetica) mail, libri, articoli dei giornali on line; non uso più la voce per le comunicazioni verbali, le mia parole vengono trascritte automaticamente. E così guido, cammino, taglio l’erba a mani libere. A mani libere, unica controindicazione i tappi/auricolari che riducono le mie funzioni di ascolto. Ma insomma, almeno uno dei sensi bisognerà pur impegnarlo nella relazione robotica con le persone e il mondo reale!
Stiamo sfondando una porta aperta? Stiamo raccontando del cambiamento antropologico del genere umano.
Wikipedia: L’antropologia (termine composto col prefisso antropo-, dal greco ἄνϑρωπος ànthropos = “uomo” più il suffisso -logia, dal greco λόγος, lògos = “parola, discorso”), nata come disciplina interna alla biologia, studia l’essere umano sotto diversi punti di vista: sociale, culturale, morfologico, psicoevolutivo, artistico-espressivo, filosofico-religioso e in genere dal punto di vista dei suoi vari comportamenti all’interno di una società di uomini e donne.