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Obama prima di mollare il colpo ha lasciato il segno con il Cyber Command che ha il compito di difendere i network americani e attaccare i sistemi di altre nazioni (?!?). Ha fatto così anche la Gran Bretagna mentre la Cina si dice in grado di sconfiggere chiunque nell’arco di pochi anni, Russia e Corea del Nord comprese. Ma è l’Iran che si vanta di avere il cyber esercito più grande del mondo. Anche noi siamo (eravamo?) sul pezzo, come si dice: problemi politici hanno impedito per il momento la reazione che la minaccia globale merita. Anzi abbiamo dimostrato incredibile fragilità proprio in quelle stanze dei bottoni che avrebbero dovuto proteggerci!!!

Abbiamo bisogno di uomini e donne in grado di penetrare nelle linee ‘nemiche’ cyber; approntare difesa e – perché no – attacco. A tutti i livelli. A cominciare dalle imprese, attraverso la politica e le istituzioni, fino ai meandri più inaccessibili del sistema militare che però – stando così le cose – sembra in grado di fare poco più che il solletico a un nemico superpotente perché invisibile e non rintracciabile.

Per questo dobbiamo conoscere e sostenere le imprese private italiane che creano valore e valori di riferimento, seminano cultura della protezione e si propongono in posizioni d’avanguardia.

Il 24 gennaio alle 9, 30 in Area Pergolesi Defence Belongs to humans – La miglior difesa è la conoscenza. La proposta di Yoroi. Con il filosofo Luciano Floridi da Oxford University, la ricerca di Alessandra Ghisleri sulla paura Cyber, dalla Rai l’esperta Barbara Garfagna. Ma soprattutto con David Bevilacqua e Marco Ramilli di Yoroi che svelano le strategie.