L’obiettivo di #HomelessZero, campagna promossa da fio.PSD (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora) è porre fine all’estrema povertà in cui vivono oggi oltre 50 mila persone in Italia. La campagna è rivolta al mondo politico, dell’associazionismo, del lavoro, della salute, alla società civile e all’opinione pubblica per richiamare la loro attenzione e invitarli a partecipare attivamente all’integrazione delle persone senza dimora e ad azioni finalizzate al riconoscimento della dignità umana e all’esigibilità dei diritti inviolabili riconosciuti dalla Costituzione Italiana.

#HomelessZero è  patrocinata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa con fio.PSD. Nel testo dell’accordo sottoscritto dal Ministro Poletti si legge: “Nell’ambito di una cornice strategica di contrasto al fenomeno dei senza dimora, denominata appunto #HomelessZero, il Ministero e la fio.PSD si propongono di promuovere azioni volte a ridurre il numero delle persone senza dimora, ad alleviarne la condizione di bisogno, a favorire nei servizi una presa in carico appropriata al fine di accompagnare l’homeless verso l’autonomia, a sostenere l’adozione di misure di prevenzione, a sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno”.

A partire dallo scorso 7 giugno 2016 per un anno la campagna #HomelessZero vivrà di impegni, occasioni, eventi, collaborazioni che saranno portati e sviluppati in giro per l’Italia con l’obiettivo ambizioso di porre fine alla estrema povertà delle decine di migliaia di persone che vivono senza dimora.

A fare da testimonial a #HomelessZero, Richard Gere – presidente onorario del Taormina Film Festival – che ha potuto sperimentare di persona la disperazione degli homeless nel corso delle riprese del suo film “Gli Invisibili”, vivendo per le strade di New York nelle vesti di un barbone, senza essere riconosciuto da nessuno.

L’attore, noto per l’impegno nelle campagne sociali, in un’intervista realizzata da Fabio Falzone per il Tg2000   ha dichiarato:”..  la realtà è che la gente ti vede ma ti evita, ha quasi paura di te. Gli invisibili sono come un ‘buco nero’ e la gente ha paura di essere risucchiata. Questa condizione di vita, a un livello più profondo, ci ricorda che in fondo siamo tutti vicini, viviamo le stesse cose. Vivere una situazione come quella del personaggio che interpreto nel film non è così improbabile, potrebbe accadere a ciascuno di noi.”

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