Ha partecipato al Premio Arete’ a fianco di aziende con anni di esperienza di CSR alle spalle.

Funky Tomato, una realtà con poco più di un anno di sperimentazione.

L’idea alla base del progetto è quella di creare un pomodoro biologico a filiera corta, partecipata e trasparente, su mezzo ettaro di terra tra Puglia e Basilicata. I migranti, ma non solo, che lavorano alla coltivazione e alla raccolta dei pomodori hanno un regolare contratto. Un contratto da bracciante stagionale: 39 ore settimanali, a 47 euro per 6 ore e 40, che gli consente dopo 52 giorni di lavoro di chiedere un sussidio di disoccupazione.  Una rivoluzione rispetto alle condizioni poste dal caporalato che paga a cottimo 3,5 euro per un cassone di pomodori da 300Kg

La produzione viene fatta da un’azienda che è stata scelta anche perché versava in cattive condizioni economiche a fronte di una produzione qualitativamente rigorosa, la  BioAgriSalute di Cancellara (PZ). Della distribuzione ci si è occupati con la tecnica del pre-acquisto. Grazie ai Gruppi di Acquisto Solidale e a ristoratori sensibili alla qualità ma anche  alle condizioni di lavoro.

Sono state pre- acquistate 15.000 bottiglie da litro nel 2015 a 1,70 euro al litro. E 5.000 bottiglie sono state lasciate a disposizione per gli acquisti dei singoli. Come?

Funky Tomato fa parte di una rete  di produzione onesta, da SOS Rosarno a Sfrutta Zero, e utilizza creatività ed arte per promuoversi in tour nelle principali città italiane, ma anche con la musica, le installazioni, un disco funky e i video che seguono tutto il progetto e che potete approfondire sul sito web www.funkytomato.it

Una filiera che è anche culturale.

Vi lascio quindi con un video del progetto curato da SemiVolanti, della serie Black Reality, realizzato insieme a Amnesty International Italia, Campagna #Filiera sporca, Funky Tomato, Fuori dal ghetto, Io ci sto, Medici per i Diritti Umani, Osservatorio Migranti Basilicata, Radio Ghetto Voci Libere –  una puntata speciale di una serie di Tutorial per Migranti che vuole promuovere una filiera etica nella produzione e distribuzione dei pomodori e dei prodotti agricoli. La musica è di Vinicio Capossela e della Banda della Posta.