La banca sono io…Tinaba lancia nel mondo un sistema di trasferimenti e pagamenti, sempre e dovunque, gratuiti, servizi bancari e di investimento, funzionalità social (crowfunding, casse comuni) e sociali (beneficenza, progetti,solidarietà) che spostano l’asse della relazione fra l’utente e la indirizzano direttamente alla banca senza più intermediari. This is Not a Bank punta alla dematerializzazione totale senza più luogo, tempo, carte di credito e code alle casse…
Firmata da Matteo Arpe con Sator spa

Il punto è che i giovani non vanno in banca e presumibilmente non ci andranno mai. Poco male, direbbero i vintagisti del digitale, tanto prima o poi crescono e invecchiando torneranno con la coda fra le gambe agli sportelli a chiedere carta.
E invece no, nell’era del Pokemon che impazza per il mondo senza arte ne parte, tempo e luogo, arriva un messaggio chiaro e forte: Tinaba. Chiaro perché distruttivo nel senso tecnologico del termine visto che salta un paio di passaggi nella filiera finanziaria che sembravano insormontabili; forte per la firma, Matteo Arpe. Già enfant prodige della finanza italiana, oggi presidente di banca e fondatore di Sator che ha dato vita a questa “This is no a bank”, è uno che ha frequentato l’asilo nido della finanza e conosce domande e risposte.
Quindi è in grado di portare a compimento, e sembrerebbe per primo a livello planetario, il processo di dematerializzazione totale della transazione.
La gestione del denaro attraverso le carte di credito, il bancomat e variazioni sul tema è artificiosa, complessa e quindi costosa. Bisogna recuperare linearità, ridurre tempi, modi e costi, va da se.
Come?
Matteo Arpe mette il dito là dove nasce la transazione: nei negozi, tra la gente, nel luogo dove si compra e si vende. E’ lì che serve passare subito lo stargate del compro e vendo; dove è possibile frizzare il percorso, diminuire quindi i costi, stabilizzare la tracciabilità. Per compiere il miracolo della dematerializzazione perfetta occorre dare linearità all’azione, e quale se non quella retta utente – banca? Ed ecco il punto di partenza, il paradigma da sventrare: la carta di credito. Così mentre l’intera tecnologia mondiale agisce alimentando meccanismi di finanziamento e investimento attraverso le card, Matteo ne costruisce uno che le neutralizza. Con tante medaglie attaccate al petto.
Con Tinaba tutti i pagamenti possono avvenire da qualsiasi luogo e gratis senza il supporto dei lettori. Gratis, semplicemente perché i soldi non si spostano. Prima medaglia.
Per la prima volta nella storia del capitalismo non c’è più un contatto tra due soggetti per il pagamento, non occorre andare alla cassa per pagare. Pensa a tutto lo smartphone personale, ovunque ci si trovi. Seconda medaglia
I soldi diventano social, si scambiano, si accumulano si usano a scopo benefico, per soccorre i figli rimasti a secco, per un’emergenza qualsiasi. Anche per una banale colletta per un regalo a sorpresa ad un amico. Senza muovere un dito del piede… Terza medaglia.
Matteo Arpe ha sposato la causa, si appassionato come in genere i finanzieri che amano i numeri primi non fanno, ma è eccitante elencare le tante, originalissime, opzioni possibili: i soldi possono essere riservat; gestiti insieme; si può fare una cassa comune con persone; tra aziende. Non c’è limite, semplicemente perché queste e tutte le altre operazioni che possono venire in mente non costano nulla.
Musica per le orecchie per i disperati del crowdfunding che in Italia non sono ancora riuscirti a recuperare un ragno dal buco
Quinta medaglia. Tinaba è attivo è in tempo reale, nel momento in cui legge i codici del prodotto è in grado di dare informazioni anche su altri e/o su operazioni commerciali in quel negozio o tra quelli vicini. Quando avrai toccato il tasto pay potrai uscire indisturbato dal negozio.
Transazione sicura, indubbiamente, visto che non si è dato incarico ad alcuno di effettuare il pagamento per nostro conto ma effettuato direttamente, in Italia o all’Estero. Un codice, una banca, una cassa in qualsiasi paese del mondo.
Idea, progetto, realizzazione italiana. Sperimentazione in queste settimane con un corposo campione e tanti minuscoli beacon disseminati in giro per Milano a segnare il territorio di Tinaba e dialogare con gli smartphone degli utenti.
La semplificazione del processo di attivazione della banca non banca è certamente uno dei punti sensibili della strategia di Matteao Arbe cosi come non sfugge il momento non proprio felicissimo dell’istituzione bancaria. Si chiede fiducia per un sistema che naviga in acque mosse (se non tempestose) ma è anche vero che il processo inarrestabile di dematerializzazione rischia di distruggere il sistema bancario se non c’è una reazione forte e decisa…
Questa lo sembra.
La banca ha forse uomini e mezzi per dare le garanzie necessarie nel momento in cui il 27 del mese passerà agli annali sociologici e il contante ai collezionisti di numismatica. Per farlo occorrerà una potente azione di orientamento dell’immaginario collettiva che passa senza dubbio attraverso i media e – manco a dirlo – scuole pubbliche e private.
Ma questa è un’altra storia. Per adesso si continua a pensare alla scolarizzazione di base – rigorosa e monolitica – lasciando quella d’altezza all‘improvvisazione e ai privati.