Change.org è Premio Arete’ nella Categoria Internet edizione 2015

Fino all’arrivo in Italia, nel luglio del 2012, eravamo in tanti a non credere più nello strumento della raccolta delle firme. Troppo complesso da organizzare su scala nazionale e con risultati sempre meno rilevanti.

Change.org in poco tempo ha consentito di segnare ben 450 vittorie. Oggi conta in Italia 4 milioni e 850mila utenti attivi e nell’anno appena trascorso ha conquistato traguardi importanti. Almeno tre le petizioni simbolo da raccontare.

La petizione lanciata da Khalid Chaouki, deputato del PD, per chiedere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di concedere la cittadinanza a Yassine Rachik, più volte campione italiano di fondo, di origine marocchina ma in Italia da quando aveva 11 anni. Yassine ha 22 anni, aspetta la cittadinanza da quando ne aveva 18 e vuole rappresentare l’Italia in tutte le competizioni fuori dai nostri confini. Ma per farlo ha bisogno di diventare italiano. Dopo oltre 21mila firme su Change.org e l’intervento di Mattarella, Yassine è diventato italiano, volando subito a Helsinki per gli Europei di Atletica Under 23 dove ha conquistato una medaglia di bronzo per l’Italia. Un risultato sportivo arrivato (anche) grazie agli utenti di Change.org.

La petizione di Salvatore Usala, un malato di SLA che è ormai da anni inchiodato al proprio letto. Salvatore ha aperto una petizione per chiedere al governo Renzi di stanziare più fondi per l’assistenza domiciliare dei disabili. Lo ha fatto utilizzando una speciale tecnologia che gli permette di scrivere al PC muovendo gli occhi. Dopo oltre 46mila firme, è arrivato l’impegno ufficiale da parte dell’esecutivo con lo stanziamento di 400 milioni di euro per l’assistenza domiciliare. Lo stanziamento più alto della storia d’Italia per questo tipo di aiuto.

La petizione lanciata dai cittadini del quartiere di Colli Albani a Roma per Gonzalo, il senzatetto giardiniere che si prende cura del verde pubblico della zona, ma che vive in una vecchia Lancia Fulvia non adatta per l’inverno. La richiesta? Diamo un tetto a Gonzalo. E dopo 4.400 firme e grande attenzione mediatica sul caso, un donatore anonimo si fa avanti e regala a Gonzalo un camper dove potrà passare l’inverno e vivere dignitosamente, lavorando come giardiniere volontario per il quartiere.

Risultati piccoli e grandi che sfatano il mito che la tecnologia disgrega le comunità, anzi le rafforza trasversalmente e ne moltiplica la visibilità

La strada per arrivare ai risultati chiesti dalle petizioni non è scontata ma le potenzialità sono enormi. In Germania Gregor Hackmack, oggi direttore di change.org ma fondatore di Parliament Watch (una piattaforma nata per consentire il confronto diretto dei deputati con i cittadini), ha utilizzato trovato un modo per mettere insieme le due piattaforme.

Lo strumento utilizzato è il petition check.

Ogni volta che una petizione viene indirizzata al Parlamento e raggiunge le 100.000 sottoscrizioni, i firmatari finanziano in crowfunding un sondaggio; se i risultati indicano che la maggioranza della popolazione è favorevole viene chiesto  a tutti i membri del Bundestag di documentare pubblicamente la propria posizione su Parliamentwatch*

In tal modo è possibile verificare la posizione dei singoli deputati sull’argomento che gli viene sottoposto e magari prenderne atto al momento del voto

Se questa non è una rivoluzione è di certo una grande possibilità di cambiamento. Ognuno di noi sa che può contare sul sostegno di una comunità sempre più vasta per sostenere una causa e arrivare anche a vincerla.

In tutto il mondo change.org segna una vittoria ogni ora.

Troviamo un’idea che migliori la nostra società e smettiamo di lamentarci. Proviamoci!

 

*Wired (R)evoluzion 2016, Cambio dunque sono, Gregor Hackmack