A margine del terzo rapporto ‘Agromafie e caporalato’ presentato il mese scorso a Roma dall’Osservatorio Placido Rizzotto di Flai Cgil, Coop ha deciso di estendere la rete della campagna “Buoni e Giusti”  e raddoppiare il numero delle ispezioni previste nei campi di raccolta rispetto all’anno scorso.

Sono 13 le filiere ortofrutticole considerate più esposte ai rischi di illegalità e dove più frequentemente emergono episodi di sfruttamento dei lavoratori. Pianificando gli interventi per tenere conto della stagionalità, i controlli sono iniziati dalla filiera degli agrumi per passare alle fragole, al pomodoro, ai meloni, alle angurie, all’uva, alle patate novelle e altri 5 ortaggi di largo consumo.

Dalla partenza della campagna “Buoni e Giusti Coop” sono già state effettuate 120 ispezioni e la previsione per fine anno è arrivare a circa 400 ispezioni complessive. Le  filiere sono indagate dagli auditor di Bureau Veritas, leader a livello mondiale nei servizi di ispezione, di verifica di conformità e di certificazione

Ad essere coinvolti tutti gli 832 fornitori nazionali e locali di ortofrutta (per oltre 70.000 aziende agricole). A tutti i fornitori (e non solo ai suoi fornitori di prodotto a marchio) Coop ha chiesto di sottoscrivere l’adesione ai principi del Codice Etico che contempla una serie di impegni per il rispetto dei diritti dei lavoratori e prevede l’esecuzione di un piano di controlli a cui non si può venir meno, pena in caso di non-adesione l’esclusione dal circuito.

L’altro binario su cui si muove la campagna “Buoni e Giusti Coop”, in stretto raccordo con il progetto lanciato a livello ministeriale già nel 2015, è l’invito ai fornitori di prodotti a marchio Coop all’adesione alla  Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. L’ iscrizione attesta di essere un’azienda pulita, in regola con le leggi e i contratti di lavoro, non aver riportato condanne penali e non avere procedimenti in corso.  Alle prime 7200 delle filiere ortofrutticole si aggiungono ora le altre 1500 aziende agricole coinvolte nella filiera del pomodoro da industria.

L’obiettivo è quello di incentivare le filiere etiche e contrastare quelle che fanno profitti sul lavoro nero, sul caporalato, sulle truffe alimentari. Quest’ultime interessano oltre 400mila lavoratori, per l’80% stranieri. Maltrattati e sottopagati, vivono in condizioni disumane agli ordini dei caporali e delle aziende che a loro si rivolgono, in violazione di ogni contratto esistente.

Coop ci dimostra con i fatti che il fattore etico può diventare un vantaggio competitivo. A noi la scelta

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