Ogni giorno in Siria 9.500 persone sono costrette ad abbandonare la propria casa. La guerra civile, secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, ha provocato sinora 300.000 morti. 11.000 sono i bambini rimasti uccisi nel conflitto dal 2011. Altri 5,6 milioni hanno perso tutto e fanno parte di un numero molto più spaventoso, quello dei 13,5 milioni di persone che vivono nel paese in condizioni di estrema necessità. I bambini sono malnutriti, testimoni di massacri usati in combattimento ed esposti ad ogni genere di violenza

Aibi ha iniziato la sua attività di cooperazione in Siria ad Aleppo e Idlib nel 2013 e proprio in questi giorni l’associazione inizierà a portare il suo contributo in due nuove aree del sud della Siria: Homs e Rural Damasco con l’obiettivo di contribuire alla sicurezza alimentare e alla protezione dei minori. Per garantire loro almeno una parte di loro i diritti fondamentali e la speranza in un futuro di pace Ai.Bi. Amici dei Bambini ha lanciato la campagna di emergenza Non lasciamoli soli.

Fino a oggi, Ai.Bi., in collaborazione con i suoi partner, è riuscita a garantire la sussistenza a 3mila profughi di Aleppo grazie alla distribuzione di 17.460 razioni alimentari “ready to eat”. Altre 5.450 persone hanno ricevuto generi alimentari di prima necessità nella provincia di Idlib. Nella stessa area, grazie a un forno attivato nella cittadina di Binnish, 3mila famiglie hanno accesso al pane a prezzi calmierati e altre 1.090 lo ricevono gratuitamente. Ma l’impegno di Ai.Bi. va oltre il sostegno alimentare, con la realizzazione di una ludoteca sotterranea e alla formazione di 100 operatori per il supporto psicosociale di 3200 bambini affetti da stress post traumatico.

Nelle nuove aree di intervento dell’Associazione sono previste 3 spazi sicuri per i bambini, ma l’obiettivo è anche quello di realizzare 9 unità mobili per l’attenzione psico-sociale e per formare 91 care givers sulla protezione dei minori, sul recupero dello stress post traumatico e sulla violenza di genere e infine a sensibilizzare 7.000 genitori sulla protezione dei più piccoli.

Non si può volgere lo sguardo altrove. C’è bisogno di un aiuto concreto.

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